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A cosa va incontro chi non assolve l'obbligo ECM?

Cosa succede senza i crediti ECM?

Quello delle sanzioni da applicare a chi non acquisisce i crediti necessari attraverso corsi ECM è un discorso che tiene banco da molto tempo. Già il governo Monti aveva stabilito che tutti gli Ordini interessati avrebbero dovuto fissare e quindi applicare severamente delle punizioni ai danni del personale sanitario senza i crediti Ecm necessari per assolvere l'obbligo formativo. E se fin da allora ci si è limitati a parlare delle possibili conseguenze, dall'agosto del 2016 – su pressione del Ministero della Salute – si è finalmente iniziato a mettere in pratica le regole: gli Ordini hanno infatti cominciato delle verifiche sulle autocertificazioni di crediti ECM.

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Cosa deve fare chi non è in pari con i crediti ECM obbligatori?

La Commissione Nazionale ECM ha comunicato che coloro i quali non avessero ancora raggiunto i 150 crediti necessari nel triennio 2014-2016 potranno regolarizzare la propria posizione entro la fine del 2017. Ne consegue dunque che chi dovrà recuperare dei crediti del triennio appena concluso dovrà sommare i crediti mancanti a quelli dell'anno in corso.

Chi controlla i crediti ECM?

L'onere del controllo dei crediti ECM conseguiti dal personale sanitario spetta alle segreterie degli Ordini, i quali sono quindi tenuti a verificare internamente se i propri iscritti siano al passo con la formazione obbligatoria. Per mettere in pratica questo controllo, le segreterie possono in qualsiasi momento e senza altra motivazione fare una richiesta esplicita di un 'deposito crediti' da parte degli interessati, i quali sono tenuti a riportare i crediti complessivi ottenuti. Va sottolineato che l'omessa vigilanza da parte degli Ordini configura un reato di omissione di atti d'ufficio. Il Ministero della Salute sta inoltre riflettendo circa l'opportunità di obbligare i medici ad esporre la certificazione annuale dei propri crediti ECM nel proprio studio, ambulatorio o luogo di lavoro, così da dare la possibilità agli stessi pazienti di verificare l'avvenuto aggiornamento del proprio medico curante. Ma cosa succede al personale sanitario nel caso in cui i crediti ECM non siano sufficienti?

Personale sanitario senza i crediti ECM necessari: le conseguenze

Per prima cosa, i professionisti senza crediti ECM rischiano una sanzione da parte del proprio Ordine. Ma non è tutto qui: i dipendenti di strutture private senza ECM mettono a rischio l’intera l'azienda, la quale potrebbe arrivare a perdere le convenzioni stipulate con l'ASL di appartenenza, il tutto per il mancato aggiornamento del proprio personale. Nello sfortunato caso in cui un professionista sprovvisto dei crediti ECM obbligatori si ritrovasse ad affrontare una causa di risarcimento, poi, la decisione del collegio sarebbe scontata: risulterebbe impossibile, infatti, dare ragione a chi ha già compiuto un grave illecito disciplinare. E si potrebbe continuare all'infinito: le società assicuratrici potrebbero infatti controllare lo status della formazione ECM dei propri clienti, innalzando i premi annuali di chi si trovasse a corto di crediti. Le stesse assicurazioni, inoltre, sarebbero legittimate a rifiutarsi di coprire eventuali danni causati dal personale sanitario evasore che si trovasse non in regola con l'ECM.

Inserita il 23/11/2017
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