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In ritardo con i crediti ECM: c'è tempo fino a dicembre per recuperare.

Cosa accade quando viene infranto l'obbligo di formazione ECM?

Prima di tutto, tranquilli: nessuno butterà a terra la porta della vostra casa e metterà a soqquadro il vostro appartamento se nel triennio appena terminato non avete portato a casa tutti i 150 crediti ECM necessari per essere al pari con l'obbligo dell'Educazione Continua in Medicina. Per venire incontro agli obblighi del personale sanitario, infatti, la Commissione Nazionale ha comunicato in via ufficiale che chi si trova in ritardo con il conseguimento dei crediti necessario può recuperare il tempo perduto approfittando dell'intero 2017: per il recupero crediti, dunque, c'è tempo fino a dicembre di quest'anno.

I crediti ECM sono obbligatori

Un semplice ritardo con i crediti ECM acquisiti in aula o con i crediti ecm a distanza, dunque, può anche essere preso alla leggera: la Commissione ha infatti messo a disposizione del tempo aggiuntivo per il recupero. Discorso del tutto diverso, invece, per chi si ritrovasse ad avere a che fare con qualcosa di più di un ritardo: va infatti sottolineato che, a partire dalla sua stessa nascita – nel 2002 – l'ECM è obbligatorio per il personale sanitario professionista. Farsi dunque pescare con un grave ammanco di crediti ECM significa così a tutti gli effetti andare incontro ad un illecito disciplinare.

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Crediti ECM: chi controlla?

A definire chi controlla il corretto conseguimento e accumulo dei crediti ECM sono stati due distinti provvedimenti: il Decreto del Presidente della Repubblica del 13 agosto del 2011, all'articolo 3, e la manovra del Governo Monti. In queste sedi si è infatti stabilito che, entro e non oltre il 13 agosto del 2012, non solo tutti gli ordini professionali avrebbero dovuto controllare il conseguimento dei crediti ECM, ma di più: gli stessi decreti hanno stabilito che gli Ordini dei medici chirurghi e gli Ordini delle altre professioni sanitarie sono tenuti a fissare e applicare delle sanzioni per chiunque si fosse trovato in difetto rispetto all'obbligo ECM.


L'obbligo del controllo dei crediti ECM

Se dunque da una parte il personale sanitario ha l'obbligo inderogabile di accumulare i 150 crediti ECM per ogni singolo triennio – al netto di eventuali sconti o bonus per la formazione precedente – è altrettanto vero che gli Ordini hanno l'obbligo di verificare che tutti i propri iscritti risultino in regola con l'Educazione Continua in Medicina. Per fare questo, gli Ordini posso usare l'arma della richiesta del 'deposito Crediti', così da verificare in modo individuale e del tutto puntuale la situazione di ogni singolo professionista, il quale ovviamente non può sottrarsi. Va dunque sottolineato che, in ogni caso, è l'Ordine Professionale e non il Cogeaps a dover valutare le eventuali inadempienze del personale sanitario, e quindi a dover intervenire in ambito disciplinare.  

Inserita il 30/11/2017
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