Percorsi Formativi
I percorsi formativi rappresentano l'insieme strutturato e coerente di attività di formazione che consentono ai professionisti sanitari di mantenere e sviluppare nel tempo conoscenze, abilità e competenze, adeguandole costantemente al progresso scientifico, tecnologico e culturale, secondo i principi della formazione continua (ECM) e della medicina basata su prove di efficacia.
Concetto e significato del percorso formativo
Un percorso formativo non è semplicemente una somma casuale di corsi o eventi; è piuttosto un disegno intenzionale e temporalmente strutturato di esperienze di apprendimento che portano il professionista da un punto A (stato iniziale di competenza) a un punto B (stato desiderato di competenza). Nel linguaggio della pedagogia degli adulti, rappresenta il passaggio dal concetto di "formazione per eventi" a quello di "formazione per progetto".
Nel sistema italiano di Educazione Continua in Medicina (ECM), il percorso formativo è stato tradizionalmente visto come il mezzo attraverso cui i professionisti accumulano i 150 crediti obbligatori nel triennio 2026-2028. Tuttavia, la novità del triennio corrente risiede nel riconoscimento che il percorso deve essere personalizzato e deliberato, non semplicemente "accumulativo".
Il ruolo del Dossier Formativo Individuale (DFI)
La Delibera 3/2025 della Commissione Nazionale per la Formazione Continua ha radicalmente trasformato il concetto di percorso formativo attraverso l'introduzione del Dossier Formativo Individuale (DFI). Il DFI consente ai professionisti di:
- Pianificare in anticipo: identificare i propri bisogni formativi per il triennio, scegliere consapevolmente quali aree sviluppare
- Documentare il percorso: registrare le attività intraprese, gli obiettivi raggiunti, gli apprendimenti realizzati
- Ottenere bonus significativi: 40 crediti bonus se il DFI è costruito entro il 2027, ulteriori 30 crediti se completato al 70% entro il 2028
- Dimostrare consapevolezza: mostrare che la formazione rispondeva a reali bisogni professionali, non era casuale
Questo rappresenta una evoluzione culturale significativa: non più la ricerca affannosa dell'ultimo corso per raggiungere i 150 crediti, ma la pianificazione strategica della propria crescita professionale.
Componenti di un percorso formativo strutturato
Un percorso formativo completo e coerente dovrebbe includere:
Autovalutazione iniziale
Valutazione delle proprie competenze attuali, dei bisogni formativi specifici, delle aree di debolezza. Metodologie includono: self-assessment, 360-degree feedback, audit della propria pratica clinica, confronto con linee guida, feedback da colleghi e pazienti.
Definizione degli obiettivi
Cosa voglio imparare? Quale competenza voglio sviluppare? Gli obiettivi devono essere SMART (Specifici, Misurabili, Realizzabili, Rilevanti, Tempestivi). Ad esempio: "Voglio acquisire competenze nell'uso della ventilazione non invasiva in ICU" è meglio di "Voglio imparare cose di ICU".
Selezione delle modalità formative
Il professionista ha a disposizione diverse modalità di formazione:
- Formazione residenziale (RES): corsi, congressi, workshop in presenza, ideali per acquisire competenze pratiche e networking
- Formazione a distanza (FAD): corsi online asincroni (ebook, video) o sincroni (webinar), ideali per flessibilità temporale
- Formazione sul campo (FSC): audit clinici, gruppi di miglioramento, ricerca, attività nel contesto reale di lavoro, ideali per trasferire l'apprendimento nella pratica
- Autoformazione: studio autonomo, lettura di articoli scientifici, online journal club, seminari informali
- Apprendimento peer-to-peer: mentoring, discussione di casi con colleghi, partecipazione a comunità di pratica
Un buon percorso formativo integra più modalità, sfruttando i punti di forza di ciascuna.
Sequenziamento temporale
Il percorso deve avere una logica sequenziale: fondamenti prima, approfondimenti dopo. Esempio: un percorso su "Decision-making in oncologia" potrebbe iniziare con un corso FAD generale sulla stadiazione tumorale (200 minuti, 3 crediti), proseguire con un workshop residenziale su casistica locale (16 ore, 15 crediti), concludere con audit della conformità alle linee guida nel proprio ospedale (30 ore, 2 crediti).
Valutazione e monitoraggio
Verificare periodicamente che il percorso sta raggiungendo gli obiettivi. Metodologie includono: test di conoscenza, OSCE (osservazione strutturata di competenze), self-reflection journaling, audit clinico dei risultati, feedback di pazienti e colleghi.
Personalizzazione del percorso formativo
Nel triennio 2026-2028, il concetto di "percorso su misura" è centrale. Due medici di medicina generale nello stesso ambito territoriale possono avere percorsi molto diversi:
- Medico A: lavora con molti pazienti anziani; priorità: gerontologia, polifarmacologia, gestione del decadimento cognitivo
- Medico B: lavora con popolazione giovane in area urbanizzata; priorità: salute riproduttiva, dipendenze, violenza urbana, salute mentale
Entrambi raggiungono 150 crediti, ma con contenuti e metodologie completamente diverse, più rilevanti per la loro pratica reale. Questo è il significato di "formazione personalizzata" nel DFI.
Ruolo delle società scientifiche nei percorsi formativi
Le società scientifiche (es. Società Italiana di Cardiologia, Associazione Italiana Diabetologi, ecc.) svolgono un ruolo cruciale nell'orientare i percorsi formativi attraverso:
- Identificazione delle aree prioritarie: quali competenze sono critiche nella specialità nel prossimo triennio?
- Sviluppo di curriculum formativi: proposte strutturate di percorsi ideali per i professionisti della specialità
- Erogazione di formazione: corsi durante congressi annuali, workshop, webinar, materiali educativi
- Certificazioni di competenza: attestati di formazione specializzata, distintivi di competenza riconosciuti
Barrier e facilitatori al completamento dei percorsi
Benché il percorso formativo pianificato sia ideale, nella pratica i professionisti affrontano ostacoli:
- Barriere: mancanza di tempo, insufficiente supporto organizzativo, costi, isolamento geografico, motivazione fluttuante
- Facilitatori: supporto del datore di lavoro, comunità di pratica online, peer support, riduzione delle barriere burocratiche, incentivi come i bonus del DFI
Monitoraggio e aggiustamento del percorso
Un percorso formativo non è fisso; deve essere monitorato e adattato dinamicamente sulla base di:
- Cambiamenti nella pratica clinica (nuove linee guida, nuove tecnologie)
- Feedback dalla pratica (quali competenze risultano più critiche?)
- Risultati della valutazione (sto raggiungendo gli obiettivi?)
- Disponibilità di nuove opportunità formative
Connessione tra percorsi formativi e performance clinica
L'evidenza scientifica, sebbene con metodologie di ricerca complesse, suggerisce che percorsi formativi strutturati e personalizzati hanno un impatto superiore sulla pratica clinica rispetto ad attività formative casuali. I benefici includono:
- Migliori outcome clinici nei pazienti
- Maggiore aderenza alle linee guida evidence-based
- Riduzione della variabilità ingiustificata nella pratica
- Migliore soddisfazione professionale e riduzione del burnout
Riferimenti normativi e teorici
- Accordo Stato-Regioni 2 febbraio 2017 - riconoscimento dei percorsi formativi nella ECM
- Delibera CNFC n. 3/2025 - Dossier Formativo Individuale e percorsi personalizzati
- Knowles, M.S. (1984) - "Andragogy in Action: Applying modern principles of adult learning"
- Kirkpatrick, D.L. (1994) - Modello di valutazione della formazione (4 livelli)
- Schön, D.A. (1983) - "The Reflective Practitioner"
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Vedi anche: Dossier Formativo, Crediti ECM, Andragogia, FAD, FSC, Valutazione dell'apprendimento