ROLE PLAYING

Role Playing

Metodologia didattica attiva in cui i partecipanti assumono ruoli specifici in situazioni simulate, per sperimentare direttamente comportamenti, atteggiamenti e competenze relazionali in un contesto protetto che riproduce la realtà.

Role playing nella formazione ECM

Il role playing rappresenta una delle metodologie più efficaci della formazione attiva nel sistema ECM italiano, specialmente per lo sviluppo di competenze trasversali quali la comunicazione, l'empatia e la gestione delle relazioni difficili tra professionisti sanitari e pazienti. A differenza delle lezioni frontali, il role playing consente al discente di sperimentare direttamente il comportamento desiderato in un ambiente protetto, dove gli errori non hanno conseguenze cliniche gravi.

L'etimologia del termine inglese riflette il meccanismo pedagogico: "play a role" (interpretare un ruolo). Nel contesto della formazione medica, questo significa che il partecipante non semplicemente osserva o legge, ma agisce, assumendo le responsabilità e le prospettive di una figura specifica (paziente ansioso, collega difficile, caregiver arrabbiato).

Struttura tipica di una sessione di role playing

Una sessione efficace di role playing ECM segue una struttura precisa:

Fase preparatoria

Il facilitatore presenta lo scenario: contesto clinico, caratteristiche del paziente/interlocutore, obiettivi della comunicazione. I partecipanti ricevono istruzioni chiare ma lasciano spazio all'improvvisazione realistica. Tipicamente 5-10 minuti.

Fase di esperienza

Due o tre partecipanti interpretano i ruoli mentre gli altri osservano. La durata è solitamente breve (3-8 minuti) per mantenere concentrazione e intensità emotiva. Il facilitatore può intervenire per chiarimenti, ma generalmente lascia che la scena si svolga in modo naturale.

Fase di debriefing

Momento critico per l'apprendimento: gli attori descrivono cosa hanno sentito, le loro reazioni emotive, le decisioni prese. Segue discussione aperta con osservatori. Il facilitatore identifica punti di forza e aree di miglioramento, collegando l'esperienza ai principi teorici e alle best practices cliniche. Questa fase occupa il 70-80% del tempo totale.

Tipologie di role playing in ambito sanitario

Role playing di comunicazione medico-paziente

Scenari comuni includono: consegna di cattive notizie, gestione di pazienti non aderenti, gestione dell'ansia pre-operatoria, discussione di opzioni terapeutiche complesse. Particolarmente efficace per oncologi, psichiatri, medici di famiglia.

Role playing di gestione dei conflitti interprofessionali

Simulazione di situazioni conflittuali tra professionisti (medico-infermiere, specialista-medico generico, professionista-amministrazione). Sviluppa competenze di negoziazione, assertività, gestione costruttiva del dissenso.

Role playing di leadership e gestione di équipe

Scenario: condurre una riunione conflittuale, dare feedback negativo a un collaboratore, gestire una situazione di errore clinico. Essenziale per chi riveste ruoli dirigenziali.

Role playing per procedure relazionali complesse

Counseling nutrizionale, gestione della depressione, supporto a familiari di pazienti terminali, dissuasione dal fumo. Sviluppa l'ascolto empatico e la motivazione del paziente al cambiamento.

Benefici neuroscientifici del role playing

La ricerca neuroscientifica evidenzia che il role playing attiva aree cerebrali specifiche:

  • Neuroni specchio: l'osservazione e l'esecuzione di comportamenti attiva i sistemi di simulazione motoria e emotiva, facilitando l'apprendimento per imitazione consapevole
  • Memoria episodica: le esperienze embodied (vissute nel corpo) creano tracce mnestiche più durature rispetto alle lezioni teoriche
  • Elaborazione emotiva: l'esperienza emotiva diretta (ansia, frustrazione, soddisfazione) consolida l'apprendimento a livello limbico
  • Network di default: il debriefing riflessivo attiva il pensiero narrativo e autobiografico, trasformando l'esperienza in conoscenza duratura

Role playing e triennio 2026-2028

Nel contesto della Formazione sul Campo (FSC), il role playing è riconosciuto come attività formativa accreditabile. I crediti sono calcolati proporzionalmente alle ore di partecipazione effettiva, con bonus fino al 50% per metodologie didattiche particolarmente attive. Può essere inserito nel Dossier Formativo Individuale (DFI) per usufruire dei 40 crediti bonus se costruito entro il 2027.

Limiti e criticità del role playing

  • Disponibilità di tempo: le sessioni efficaci richiedono almeno 90-120 minuti; difficile da inserire in programmi formativi densi
  • Competenze del facilitatore: un conduttore inadeguato può trasformare il role playing in teatro sterile o traumatizzante
  • Variabilità di apprendimento: diversi partecipanti traggono beneficio diverso dalla stessa sessione in base a fattori motivazionali e personali
  • Difficoltà nel trasferimento: l'esperienza vivida potrebbe non trasferirsi automaticamente alla pratica clinica reale

Riferimenti normativi

  • Accordo Stato-Regioni 2 febbraio 2017 - Metodologie didattiche attive
  • Manuale di accreditamento Agenas - Criteri per FSC con metodologie interattive
  • Delibera CNFC n. 3/2025 - Inclusione nel Dossier Formativo

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