Professionalità
Insieme di competenze, conoscenze, comportamenti e valori che caratterizzano l'esercizio di una professione sanitaria al più elevato livello di qualità, con focus sulla sicurezza del paziente, l'etica, la responsabilità e il continuo aggiornamento.
Componenti della professionalità sanitaria
La professionalità non è un attributo statico posseduto una volta e per sempre. È piuttosto un processo dinamico e continuo di sviluppo, manutenzione e miglioramento lungo l'intera carriera professionale. La ricerca sull'eccellenza clinica ha identificato diverse componenti interconnesse:
Competenza clinica
La conoscenza teorica aggiornata, le abilità pratiche sviluppate attraverso l'esperienza e la capacità di applicare la ricerca scientifica nella pratica quotidiana. Non è sufficiente conoscere i fatti; è necessario saperli applicare in situazioni di complessità e incertezza, sviluppando il clinical judgment.
Etica e valori
L'impegno verso i principi fondamentali della professione sanitaria: beneficenza (agire nel miglior interesse del paziente), non-maleficenza (evitare il danno), autonomia (rispettare la volontà del paziente), giustizia (equità nell'accesso alle risorse). Questi valori devono guidare ogni decisione, soprattutto quando in conflitto con incentivi economici o pressioni organizzative.
Comunicazione e relazione
La capacità di ascolto attivo, empatia, capacità di comunicare informazioni complesse in modo comprensibile, capacità di gestire il dissenso e il conflitto. Sempre più ricerche dimostrano che la qualità della comunicazione medico-paziente ha effetto diretto sulla compliance terapeutica e sugli outcome clinici.
Responsabilità e accountabilità
Il riconoscimento che le proprie azioni hanno conseguenze; la disponibilità ad assumersi la responsabilità di errori, ad imparare dagli incidenti, a fornire conto delle proprie decisioni. La cultura della sicurezza moderna si fonda su questo: non nascondere gli errori, ma impararvi collettivamente.
Autoregolamentazione e autocontrollo
La capacità di riconoscere i propri limiti di conoscenza e competenza, di cercare consulenza quando necessario, di evitare di esercitare la professione quando impaired (affaticati, malati, sotto l'effetto di sostanze). Questo aspetto è particolarmente rilevante nella professione sanitaria dove gli errori hanno conseguenze dirette sulla salute dei pazienti.
Impegno per l'apprendimento continuo
Il riconoscimento che il sapere medico/sanitario evolve costantemente, e che il professionista deve mantenersi aggiornato per tutta la carriera. Nel sistema ECM italiano, questo è formalizzato nell'obbligo formativo: 150 crediti ECM nel triennio 2026-2028 per mantenere la propria iscrizione all'albo.
Professionalità e fiducia pubblica
La professionalità sanitaria è intrinsecamente legata al patto di fiducia tra il professionista e la società. La società conferisce al professionista sanitario una posizione di autorità e privilegio (accesso a informazioni sensibili, autonomia decisionale, diritto di operare sul corpo altrui) sulla base di un accordo implicito: esercitare questa autorità nell'interesse del paziente e della comunità.
Quando la professionalità è mantenuta, questa fiducia si rafforza. Quando viene violata (attraverso negligenza, conflitti di interesse non dichiarati, abuso di potere), la fiducia viene erosa e l'intera professione ne soffre. Le recenti sciandali medici (dai casi di abuso sessuale a quelli di acquisizione di farmaci per uso personale) dimostrano come la violazione della professionalità di singoli individui ha impatti reputazionali sulla professione nel suo insieme.
Sviluppo della professionalità lungo la carriera
La professionalità non è un traguardo raggiunto in un momento specifico (es. superamento dell'esame finale della laurea), ma si sviluppa in fasi:
- Fase di apprendimento strutturato: durante il corso di studi universitario e i tirocini supervisionati, si acquisiscono le competenze di base
- Fase di inserimento professionale: i primi anni di pratica autonoma, dove il professionista deve integrare il sapere teorico con la realtà clinica, sviluppando l'esperienza
- Fase di consolidamento: con l'accumularsi di esperienza, il professionista sviluppa capacità di giudizio più raffinate, diagnosi più rapide, decisioni più consapevoli
- Fase di eccellenza e leadership: il professionista esperto inizia a mentorare i colleghi più giovani, a partecipare a progetti di miglioramento organizzativo, a guidare il cambiamento
Professionalità nella normativa ECM 2026-2028
La Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017) ha esplicitamente collegato il mantenimento della copertura assicurativa dei professionisti sanitari all'adempimento dell'obbligo ECM, riconoscendo che il mantenimento della professionalità attraverso la formazione continua è un elemento di responsabilità professionale.
La Delibera CNFC n. 3/2025 sul Dossier Formativo Individuale (DFI) propone un modello dove la formazione continua non è più solo accumulazione di crediti, ma costruzione intenzionale della professionalità: il professionista riflette sui propri bisogni formativi, pianifica il proprio percorso di sviluppo, documenta il suo impatto sulla pratica clinica. Questo è uno spostamento significativo verso la concezione di ECM come strumento di sviluppo professionale profondo, non solo di conformità normativa.
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