Attività professionale
Insieme di funzioni, compiti e responsabilità che un professionista sanitario svolge quotidianamente in base al suo ruolo, qualifica professionale, contesto lavorativo e epidemiologia locale. Le attività professionali definiscono la sfera operativa reale di un professionista e rappresentano il riferimento essenziale per identificare i bisogni formativi pertinenti e la rilevanza degli interventi ECM.
Concetto fondativo: dalla descrizione generica al profilo reale
Sebbene ogni professione sanitaria sia caratterizzata da un profilo normativo ben definito (es. il profilo infermieristico, il profilo del medico), le attività professionali concrete che una persona svolge variano significativamente in base a:
- Contesto geografico (ospedale urbano vs. rurale, differenze regionali, paesi ad alta vs. bassa prevalenza di specifiche patologie)
- Specializzazione clinica (cardiologia vs. pediatria vs. medicina generale)
- Modello organizzativo aziendale (struttura tradizionale vs. innovativa, disponibilità di tecnologie avanzate)
- Epidemiologia locale (prevalenza di patologie specifiche nel territorio, popolazione target)
- Livello di esperienza e competenze sviluppate (junior vs. senior, certificazioni ulteriori)
Per esempio, l'attività di un cardiologo in un ospedale universitario di Roma include procedure complesse di cardiologia interventistica, mentre quella di un cardiologo in un piccolo centro provinciale si orienta verso il riconoscimento e la stabilizzazione di pazienti con cardiopatia acuta per successivo trasferimento. Entrambi sono cardiologi, ma le loro attività professionali sono sostanzialmente diverse.
Mappatura delle attività professionali: da generale a specifico
Livello della professione (generale)
Definisce le funzioni generiche della professione: es. "l'infermiere fornisce assistenza al paziente su più livelli: fisico, psicologico, relazionale, educativo e sociale."
Livello dell'specializzazione (intermedio)
Restringe il campo: es. "l'infermiere di cardiologia gestisce pazienti con patologie cardiache acute e croniche, inclusa la gestione di device (pacemaker, ICD, assistenza meccanica)."
Livello dell'individuo in contesto (specifico)
Descrive le attività concrete di quella persona in quell'organizzazione in quel momento: es. "l'infermiere di cardiologia presso l'Ospedale X effettua accoglienza e valutazione iniziale di pazienti con sindromi coronariche acute, assiste il cardiologo durante procedure di angiografia, gestisce pazienti post-infartuale durante i primi 3 giorni di degenza, coordina il follow-up telefonico a 30 giorni."
Compiti professionali: i costituenti delle attività
Le attività professionali si concretizzano attraverso l'esecuzione di compiti professionali specifici. Un compito rappresenta un'unità discreta di lavoro con inizio, fine e risultato misurabile. Esempi di compiti:
- Valutazione iniziale del paziente (anamnesi, esame obiettivo, sintesi diagnostica)
- Interpretazione di esami diagnostici (lettura ECG, radiografia, laboratorio)
- Somministrazione di trattamenti (farmaci, procedure, terapia)
- Coordinamento del percorso assistenziale (comunicazione con altri professionisti, dimissione, follow-up)
- Documentazione clinica (cartella, relazioni, consenso informato)
- Educazione del paziente (spiegazione della patologia, aderenza terapeutica, prevenzione secondaria)
Relazione tra attività professionale e bisogni formativi
L'identificazione accurata delle attività professionali è il prerequisito fondamentale per progettare interventi ECM pertinenti ed efficaci. Un evento formativo "pertinente" è quello che si allinea direttamente alle attività che un professionista effettivamente svolge.
Quando esiste un gap formativo - discrepanza tra le competenze attuali e quelle necessarie per svolgere un'attività a standard elevato - emerge il bisogno formativo. La diagnosi corretta del gap richiede:
- Mappa dettagliata delle attività professionali del professionista/gruppo
- Identificazione delle competenze (knowledge, skills, attitudes) richieste per ogni attività
- Valutazione delle competenze attuali (attraverso auto-valutazione, valutazione 360°, performance metrics, audit clinici)
- Quantificazione del gap (quali competenze mancano? quanto critiche sono per la sicurezza/qualità?)
Variabilità delle attività nel contesto dell'obbligo formativo
Nel sistema ECM, la considerazione delle attività professionali individuali genera un principio importante: la pertinenza dell'evento è soggettiva. Un corso su "Gestione della sepsi" è altamente pertinente per un medico di medicina critica ma può avere pertinenza marginale per un dermatologo. Questo principio ha implicazioni sulla validità dei crediti: il sistema attuale riconosce crediti in base all'evento (provider-oriented) piuttosto che in base al professionista (learner-oriented), ma l'evoluzione futura del sistema potrebbe prevedere meccanismi di personalizzazione.
Nel triennio 2026-2028, il Dossier Formativo Individuale (DFI) rappresenta un tentativo di aumentare la personalizzazione: il professionista documenta le sue attività professionali prioritarie e seleziona percorsi formativi coerenti, con beneficio di 40 crediti aggiuntivi se il 100% dei crediti ECM acquisiti è allineato al DFI.
Evoluzione delle attività professionali nel tempo
Le attività professionali non sono statiche. Cambiamenti epidemiologici, innovazione tecnologica, nuove evidenze scientifiche, e modificazioni organizzative generano evoluzione continua delle attività. Esempi:
- L'emergere del COVID-19 ha aggiunto la "gestione della polmonite da SARS-CoV-2" alle attività professionali di ogni medico
- L'introduzione di nuovi farmaci (es. SGLT2 inibitori in cardiologia) modifica il profilo terapeutico quotidiano
- La digitalizzazione (cartella elettronica, telemedicina) aggiunge competenze digitali alle attività tradizionali
- I cambiamenti normativi (es. nuove linee guida sulle pratiche antibiotiche) richiedono aggiornamenti frequenti
Di conseguenza, i bisogni formativi evolvono nel tempo, richiedendo ai professionisti sanitari un costante esercizio di riflessione critica sulle proprie attività e i propri gap formativi.
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