PROBLEM SOLVING (PS)

Problem-Solving (PS)

Competenza trasversale che consente al professionista sanitario di identificare, analizzare e risolvere problemi complessi in ambito clinico, organizzativo e relazionale mediante l'applicazione sistematica di metodologie, il pensiero critico e la capacità di adattamento a situazioni nuove e incerte.

Il problem-solving nella pratica sanitaria

La professione sanitaria è intrinsecamente una professione di problem-solving. Ogni giorno i professionisti affrontano situazioni complesse: un paziente con sintomi atipici, una diagnosi difficile, un conflitto tra opzioni terapeutiche, limitazioni di risorse, complicanze inaspettate. La capacità di problem-solving non è un'abilità opzionale, ma fondamentale per la qualità dell'assistenza e la sicurezza dei pazienti.

Nel contesto della formazione continua ECM, il problem-solving viene sviluppato non come abilità astratta, ma come competenza radicata nella pratica reale. A differenza della ricerca accademica pura, il problem-solving clinico deve essere rapido, decisionale, basato su informazioni incomplete, e orientato all'azione.

Fasi del processo di problem-solving

Un modello classico di problem-solving strutturato comprende:

  • Riconoscimento del problema: identificare consapevolmente che esiste una difficoltà, non una situazione "normale" o aspettata
  • Definizione chiarissima: descrivere precisamente cosa è il problema, quali sono i confini, quali i dati rilevanti
  • Analisi delle cause: utilizzare tecniche come il "five why" (perché?-perché?-perché?-perché?-perché?) per andare oltre i sintomi superficiali
  • Generazione di alternative: brainstorming di soluzioni possibili, anche creative, senza giudizio prematuro
  • Valutazione critiche: analizzare pro/contro di ciascuna alternativa, considerando evidenze, risorse disponibili, conseguenze a breve e lungo termine
  • Scelta e implementazione: selezionare la soluzione più appropriata e definire il piano d'azione
  • Monitoraggio e valutazione: verificare se la soluzione è efficace, essere pronti a riadattare se necessario

Metodologie formali per il problem-solving

Nel contesto ECM, diversi metodologie strutturate supportano il problem-solving:

Design Thinking

Approccio incentrato sull'empatia per l'utente (il paziente), la prototipazione rapida e l'iterazione. Particolarmente efficace per problemi organizzativi e di processo.

Lean problem-solving

Focalizzato su eliminazione degli sprechi e ottimizzazione dei processi. Ampiamente utilizzato negli ospedali per miglioramenti di efficienza.

Root Cause Analysis (RCA)

Metodologia sistematica per identificare le cause profonde degli errori o degli incidenti avversi, invece di fermarsi ai sintomi. Fondamentale per la sicurezza del paziente.

Clinical Decision Support

Utilizzo di algoritmi, calcolatori clinici, sistemi di decision support informatici per guidare le scelte diagnostiche e terapeutiche in situazioni complesse.

Barriere psicologiche al problem-solving efficace

La ricerca cognitiva ha identificato numerosi bias e ostacoli mentali che impediscono un problem-solving ottimale:

  • Ancoraggio: fissarsi sulla prima informazione ricevuta, ignorando dati successivi
  • Bias di conferma: cercare solo informazioni che confermano l'ipotesi iniziale
  • Framing effect: la soluzione dipende da come il problema è "inquadrato" verbalmente
  • Pressione temporale: in urgenza, adoperiamo scorciatoie euristiche che talvolta sono inefficaci
  • Fissità funzionale: non riusciamo a vedere usi "non convenzionali" di strumenti o risorse disponibili

Una formazione ECM di qualità deve esplicitamente insegnare ai professionisti a riconoscere questi bias e a implementare contro-misure (time-out, second opinion, systematic review della letteratura).

Problem-solving nel Dossier Formativo 2026-2028

La Dossier Formativo Individuale (DFI) della normativa ECM 2026-2028 incoraggia i professionisti a documentare problemi clinici affrontati e soluzioni implementate, trasformando la pratica quotidiana in opportunità di apprendimento riflessivo. Il DFI, se costruito entro 2027, consente l'acquisizione di 40 crediti bonus, incentivando esplicitamente questo focus sul problem-solving come fondamento della formazione continua.

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