Catalogo per professione
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Disturbi del Linguaggio e Disprassia Verbale
Inquadramento Clinico e Principi di Valutazione e di Intervento
art.10 633/72 | 20 crediti ECM
Informazioni
Abstract
Negli ultimi 20 anni molti cambiamenti sono avvenuti nel campo della ricerca, sia in ambito neuropsicologico sia neuroscientifico, cambiamenti che ci hanno costretto a riflettere sulla metodologia di analisi e quindi di intervento dei disturbi dello sviluppo che abbiamo ridefinito secondo un “approccio multisistemico, multifunzionale integrato” (metodo Sabbadini).
Da alcuni anni, soprattutto in lavori clinici più recenti e in ricerche in ambito neuroscientifico, viene messa in evidenza e confermata la correlazione tra aspetti linguistici, aspetti motori e competenze relative all’ambito delle funzioni esecutive. Infatti, secondo le più recenti teorie, le capacità linguistiche emergono parallelamente allo sviluppo motorio-prassico, in particolare in rapporto alle abilità gestuali e alle capacità di produrre azioni intenzionali; lo sviluppo motorio nella prima infanzia viene considerato l’elemento fondamentale che fa da ponte tra lo sviluppo cognitivo, metacognitivo, comunicativo-sociale e linguistico.
Prima di approfondire il tema della dve, nei primi capitoli, sono state mantenute e riportate le tradizionali classificazioni dei dsl e le definizioni incluse nei molti lavori a livello internazionale sul tema dei disturbi specifici del linguaggio, sottolineando i tratti caratteristici delle diverse tipologie.
Ampia parte del lavoro è dedicata in particolare al tema della disprassia verbale: verranno riportate diverse ricerche condotte da esperti in ambito internazionale e in Italia per la definizione diagnostica; quindi rispetto alla valutazione e alla terapia verranno approfondite le diverse metodologie in relazione a casi di dve e dve/cas; verrà approfondita la dibattuta differenziazione in ambito clinico tra disprassia verbale e disartria e verranno riportate indagini e ricerche sulle basi genetiche delle dve, sempre più riconosciute come essenziali per una definizione diagnostica.
Vengono poi descritti casi clinici rispetto alle diverse tipologie di dsl/dpl mettendo in evidenza sia l’approccio valutativo che terapeutico. Infine, in Appendice è incluso un protocollo che sintetizza la metodologia di valutazione nelle dve/cas.
Questa offerta include:
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Cosa imparerai:
Acquisizione competenze tecnico-professionaliAnalizzare, aggiornare e ridefinire i dsl come dpl, anche attraverso un approfondimento della disprassia verbale, secondo i nuovi criteri confermati da numerose ricerche o studi ed esposti nel DSMR-5 (APA, 2013).
Acquisizione competenze di processo
Condividere e commentare in modo ragionato numerosi casi clinici, soprattutto in riferimento alla metodologia di valutazione e alla terapia dei disturbi del linguaggio, dell’apprendimento e dei disturbi della sfera motorio-prassica.
Acquisizione competenze di sistema
Illustrare le più recenti teorie secondo le quali le capacità linguistiche emergono parallelamente allo sviluppo motorio-prassico, in particolare in rapporto alle abilità gestuali e alle capacità di produrre azioni intenzionali.
Indice
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Introduzione
Abbreviazioni
Premessa
1 Introduzione ai disturbi del linguaggio
1.1. Definizione di DSL
1.2. Classificazione dei disturbi del linguaggio: rassegna storica
1.3. Quando fare diagnosi: indici predittivi
1.4. Eziopatogenesi
1.5. Nuovi orientamenti e ricerche cliniche
1.6. Contributi dalle neuroscienze
1.7. Valutazione generale dei DSL nelle diverse accezioni secondo il metodo multisistemico integrato
1.8. Rapporto tra linguaggio e FE
1.9. Linguaggio e funzioni mnestiche
1.10. Linguaggio e capacità attentive
1.11. Sviluppo del linguaggio ed emotività
Riferimenti bibliografici
2 Attuale classificazione dei disturbi specifici del linguaggio
2.1. Cambiamento della denominazione dei DSL: dibattito ancora aperto
2.2. DFF: analogie e differenze con le diverse tipologie di DSL e DVE
Riferimenti bibliografici
3 La disprassia verbale
3.1. Introduzione e definizione. Entrando nello specifico della DVE
3.2. Differenze e analogie tra DVE e DVE/CAS
3.3. Lavori e pubblicazioni in Italia e a livello internazionale
3.4. Ipotesi rispetto alla natura del disturbo (secondo la letteratura classica)
3.5. Difficoltà orali e difficoltà verbali: analogie e differenze
3.6. Quando effettuare la diagnosi di DVE
3.7. Eziologia (eziopatogenesi)
3.8. Valutazione e metodologie di intervento nelle DVE/CAS
Riferimenti bibliografici
4 Valutazione fonetico-fonologica della DVE/CAS e principi di terapia
4.1. Osservazione e valutazione del bambino con assenza di produzione verbale
4.2. Osservazione e valutazione del bambino con produzione verbale
Riferimenti bibliografici
5 Valutazione e terapia miofunzionale nella DVE/CAS
5.1. La valutazione morfo-funzionale del complesso oro-facciale nella DVE/CAS
5.2. Principi di terapia miofunzionale nella DVE/CAS
5.3. Mantenimento di alti livelli di motivazione
5.4. Desensibilizzazione e preparazione del complesso oro-facciale: muscolare, articolare e senso percettivo
5.5. Controllo della mascella e stabilizzazione della mandibola
5.6. Controllo della rima labiale e controllo labio-facciale
5.7. Controllo linguale
Riferimenti bibliografici
6 Aprassia verbale (CAS): tra ambiente e biologia
6.1. Introduzione
6.2. Correlati comportamentali e neurobiologici dell'aprassia verbale
Riferimenti bibliografici
7 La disartria evolutiva. Ragionamento clinico, management valutativo e riabilitativo
7.1. Il funzionamento cognitivo del cervelletto
7.2. Unicità del controllo motorio articolatorio: il modello DIVA
7.3. Motor Speech Disorder
7.4. La disartria evolutiva
7.5. Caratteristiche della disartria evolutiva
7.6. Management valutativo
7.7. Management riabilitativo
7.8. Comunicazione aumentativa e alternativa
Riferimenti bibliografici
8 DSL semantico pragmatico / deficit della comunicazione sociale-pragmatica
8.1. La competenza comunicativa tra semantica e pragmatica
8.2. Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica)
8.3. Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica): utilizzazione del termine in ricerche e lavori clinici
8.4. Importanza di una diagnosi differenziale precoce
8.5. Valutazione del disturbo del linguaggio: deficit della comunicazione sociale (pragmatica)
8.6. Sintesi della valutazione degli aspetti comunicativo-linguistici per i casi di PDL con deficit della pragmatica
Riferimenti bibliografici
9 Esemplificazione di casi clinici
Premessa
9.1. Emanuele. Disprassia verbale: DVE/CAS e disprassia generalizzata
9.2. Andrea. Caso clinico CAS con DCD
9.3. Anna. DVE/CAS con associato DCD
9.4. Casi di disartria: Pietro e Donato
9.5. Paolo. Disturbo socio-pragmatico o disturbo dello spettro autistico?
9.6. Raffaele. DVE/CAS in comorbidità con inclusione nello spettro autistico
9.7. Nino. Da DVE/CAS a DFF con deficit motorio-prassico
9.8. Silvia. Iniziale ipotesi di DVE poi ridefinita come DSL-DFF
9.9. Carlo. Caso clinico DFF da pregressa DVE
9.10. Giulio. Disprassia orale, disprassia verbale e disturbo della coordinazione motoria
9.11. Giacomo. Da DVE con CAS e DCD a DFF con DCD
Riferimenti bibliografici di test e protocolli usati in valutazione dei casi clinici
Appendice
Protocollo di valutazione nelle DVE/CAS
```FAQ - Domande frequenti
Chi può partecipare al corso e quali sono gli obiettivi formativi?
Qual è il contenuto principale del corso e quali tematiche copre?
Quali sono i vantaggi di partecipare a questo corso per i professionisti sanitari?
Come posso ottenere i crediti ECM partecipando al corso?
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